Come la legge dell’UE sull’IA potrebbe minacciare l’innovazione tecnologica

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L’AI Act dell’Ue e il confronto tra industria tecnologica e regolamentazione

CONCORDATO DOPO UNA MARATONA DI 36 ORE DI NEGOZIATI quest’artacolo affronterà l’argomento della regolamentazione dell’intelligenza artificiale (IA) in Europa. Il testo legislativo è ancora in fase di definizione e le elezioni europee possono ancora influenzare il risultato finale. Tuttavia, al momento attuale, l’industria tecnologica teme che la legge possa danneggiare il settore.

Il Parlamento europeo ha approvato venerdì scorso la prima serie di norme provvisorie per regolamentare l’IA. Questo AI Act dell’Unione europea è definito da molti come un passo avanti “storico”. Tuttavia, il testo ha suscitato reazioni contrastanti. Infatti, i dettagli del testo legislativo sono ancora da definire. Le norme classificano i tipi di intelligenza artificiale in quattro livelli di rischio e impongono le regole più severe per le IA ad alto rischio e per quelle vietate.

FRANCIA E GERMANIA, DUE PAESI CHE VOGLIONO PROTEGGERE LE LORO START-UP nell’ambito dell’intelligenza artificiale, cercano a tutti i costi di evitare un’eccessiva regolamentazione. Emmanuel Macron, il presidente francese, ha dichiarato che la Francia è probabilmente il primo Paese in termini di intelligenza artificiale nell’Europa continentale e che potrebbe risentire negativamente di una regolamentazione troppo rigida. Anche la start-up francese Mistral è citata come esempio di azienda che potrebbe subire danni a causa di una regolamentazione eccessiva.

LE AZIENDE DEVONO RISPETTARE LE REGOLE RISCHIANDO MULTE DI 35 MILIONI DI EURO O DEL 7% DEL FATTURATO GLOBALE. Questa misura è stata accolta in modi contrastanti da parte dell’industria tecnologica, con alcune voci che la considerano eccessiva e dannosa per l’innovazione.

CONSEGUENZE “POTENZIALMENTE DISASTROSE”

L’Associazione per l’industria informatica e delle telecomunicazioni ha dichiarato che il testo si discosta troppo dal “ragionevole approccio basato sul rischio” proposto precedentemente. Allo stesso modo, France Digitale, un’organizzazione che rappresenta le start-up e gli investitori europei, ha manifestato preoccupazioni riguardo alle possibili conseguenze negative della regolamentazione sull’IA ad alto rischio, che potrebbero danneggiare le start-up.

ABBRACCIARE LE REGOLE DEL COPYRIGHT

La maggior parte dei modelli di IA viene addestrata su materiale reperito online, il che ha provocato una serie di azioni legali sul copyright da parte degli artisti e delle società che li rappresentano contro le aziende di IA. La legge prevede norme rigorose in materia di copyright, tra cui l’obbligo di rispettare l’attuale legge sul copyright dell’Unione europea. Questo requisito di trasparenza e la politica di adesione alle attuali norme dell’Unione europea sono stati accolti con favore da The European Authors’ Societies (GESAC), che rappresenta 32 società di autori europee e oltre un milione di autori.

CYBERSICUREZZA E RICONOSCIMENTO FACCIALE

L’AI Act prevede anche restrizioni sulla tecnologia di riconoscimento facciale, che sono state in generale ben accolte, così come le norme sulla protezione dei dati. Tuttavia, alcune voci nel settore della cybersicurezza hanno dichiarato che applicare la legge ai sistemi di intelligenza…

PROTEGGERE IL FUTURO DI UNA TECNOLOGIA MOLTO POTENTE

La bozza del testo è ancora in corso, e il processo secondo alcuni commentatori potrebbe andare avanti fino al gennaio 2024. C’è però un altro fattore temporale: le nuove elezioni del Parlamento europeo a giugno, che potrebbero cambiare radicalmente le cose su molti punti. Alcuni esperti ritengono che il regolamento potrebbe essere già troppo vecchio quando entrerà in vigore, nonostante tutti gli sforzi per renderlo flessibile.

In conclusione, l’AI Act dell’Unione europea è un passo fondamentale verso la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, ma le reazioni contrastanti da parte dell’industria tecnologica e delle autorità mostrano che c’è ancora molto lavoro da fare per trovare un equilibrio tra l’innovazione e la sicurezza. Le prossime elezioni europee e il continuo sviluppo tecnologico non faranno che aumentare la complessità di questa sfida.

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